Incontri reali: diario di una settimana
Settimana densa quest’ultima passata nel nord est.
Martedì Michele, dopo le nostre infinite discussioni sul significato dell’essere blogger, mi ha invitato ad un ritrovo di “Flickeriani”. Eh, sì…flickeriano adesso mi chiamano. Perchè nel bel mezzo di una birra ed un fritto di nonmiricordopiùcosa arriva un tipo (simpaticissimo) che mi chiede “Oh, ma anche tu sei un flickeriano?” E io che cavolo devo rispondere a uno che ti sorprende con una domanda del genere? Ovvio che sì!
Comunque sia, sotto fiumi di birra fritta (oh, era tutto fritto lì, anche la birra) abbiamo trascorso una serata davvero divertente con tutti ‘sti esseri del pianeta flickr che, piombati per l’occasione sulla terra, si sono dati appuntamento per ascoltare ottima musica.
Giovedì sono uscito di nuovo dato che anche l’ultimo baluardo della mia vecchia azienda ha dato forfait qualche giorno fa “salutando tutti con l’altra mano”. La festa in suo onore è stata davvero super: galletto piccante al Galloway e ancora fiumi di birra. Mamma mia che ridere. Poi una puntatina in centro a Treviso per concludere la serata: è stato inevitabile con Luca ed Ale non tirare fuori le scene epiche di vecchi film gloriosi (Bud e Terence su tutti).
Venerdì invece è arrivata Michela a trovarmi, portandosi dietro una tromba d’aria. Io le avevo detto di lasciarla a casa, ma lei niente. Temevo già che il week end si fermasse all’albergo dove avremmo pernottato, a guardare fuori dalla finestra le secchiellate d’acqua venir giù dal cielo. Invece, sorpresa delle sorprese, tutto è andato benone.
Dove ero rimasto? Ah sì, giusto…venerdì è arrivata Michela con due ore di ritardo grazie alle FS che non ti abbandonano mai. Dopo un breve giro in H (dove lavoro adesso) siamo andati a cena con Michele e Fabio, che mi hanno portato a mangiare una pizza squisita preceduta da una “cosa” chiamata agliata, che detto così sembra brutta e puzzona, ma invece era buonissimissima.
Sabato ho fatto un salto a Venezia alla Biennale, ma saltavo solo io, allora ho smesso e mi sono messo a camminare normale. C’erano un sacco di cose interessanti, altre che invece facevano vomitare. Ma a Venezia puoi anche andare a vedere una cacca imbalsamata che tanto è bellissima lo stesso.
In serata io e Michela abbiamo mangiato con Eleonora, Ale e Michele in un locale bavarese: salsicciotti ovunque.
Poi abbiamo visto le tette della sorella del Manf, che però non c’era. Cioè le tette e la sorella nella foto c’erano, ma del Manf e di sua sorella (in carne ed ossa) no.
La serata si è poi schiantata (lo so che schiantata non è un bel verbo da usare con serata…o no?) in centro dove ho pure ricevuto in regalo un sacco di bottiglie di birra (e te pareva? Michele, perché a te regalano le cose a righe e a me le bottiglie di birra?).
Domenica finalmente ho dormito, d’altra parte anche Dio si è riposato di domenica.
Tutto questo sbrodolame di cose raccontante un po’ così, è solo perché ho riflettuto a lungo sugli amici presenti, quelli passati e sulle relazioni virtuali: tutti questi link a persone che non conosci, i commenti di sconosciuti, tutte le foto di flickeriani che non hai mai visto…non hanno significato se non li vivi nel reale.
E in tutto questo la birra ovviamente è fondamentale…