CapoNord

Un fritto misto piemontese di freddure ben cotte

Invasioni di campo

Quando posso, tendo ad evitare la politica. Non sono anarchico o altro. Ho le mie idee e se dovessi metterle sul piatto di una bilancia penderebbero probabilmente un po’ a sinistra. Ma non è questo il punto.

In questi giorni la notizia del Family Day mi ha veramente martellato gli zebedei a ritmi impressionanti. E fin qui niente di strano, perché ogni periodo dell’anno è puntualmente caratterizzato da notizie più o meno noiose che sostanzialmente servono a riempire il palinsesto dei telegiornali.

Il Famili Day però ha veramente portato con sé delle polemiche e delle questioni che in Italia non si risolveranno mai e quindi ha colto un po’ della mia attenzione.

Il nostro paese, si sa, ruota intorno al Vaticano ed all’istituzione della Chiesa, in questi giorni più che mai. Assistiamo quindi ad invasioni di campo clamorose quando si trattano problematiche delicate come quella della famiglia.

Non voglio fare polemica, cerco solo di essere obbiettivo: la chiesa fa invasione di campo nell’ambito politico, cercando di deviare l’opinione pubblica sui DICO. La politica fa invasione di campo nella chiesa, con il “Povero Silvio” che interviene alla manifestazione cogliendo l’occasione di raccogliere consensi per il suo partito, dichiarando che chi è di sinistra non può essere credente.

I cattolici scendono in piazza e fanno la ola ad ogni dichiarazione anti-DICO. E nessuno si ferma a pensare che qui stiamo parlando di libertà di scelta, non di famiglia o di religione.

Io sono credente. Non cattolico, ma credente. Nel senso che credo in Dio, ma non nel modo in cui insegna Chiesa. Sono sposato in chiesa, e lo rifarei. Non per questo condanno chi nel matrimonio non crede, e tanto meno condanno chi in Dio non crede. Ad ognuno la sua libertà di scelta.

Ora invece, la Chiesa alza la voce e permette solo a chi si sposa (perché il matrimonio è il sacramento che Dio ci ha donato) di godere di diritti. E chi non crede nel matrimonio? Si fotte. Chi è diverso? Beh, per loro anche un po’ di sana discriminazione non fa male: perché ovviamente gli omosessuali sposarsi non possono, e anche a coloro che lo vorrebbero viene quindi negato. Di diritti per loro non se ne parla proprio. Quindi? Si fottono pure loro.

Allora mi chiedo: ma davvero non posso essere come credo? Devo sottostare sempre a chi mi dice cosa e come pensare? E se invece la penso diversamente, devo per questo prendermela sempre nel deretano?

Quando riusciremo davvero a scindere ciò che dice la Chiesa ai suoi fedeli (cioè a coloro che credono in essa) da ciò che lo stato fa (per il bene?) dei suoi cittadini?