CapoNord

Un fritto misto piemontese di freddure ben cotte
Jessica Fletcher sa chi ha ucciso Kennedy. Ha risolto il caso leggendo la ricetta del pollo alla cacciatora.

Jessica Fletcher

Tutti conoscono la Signora Fletcher. Perché tutti conoscono La Signora in Giallo. Non si può ignorare un serial come Murder, She Wrote. Se hai acceso una volta nella tua vita la televisione, beh allora hai visto una puntata in cui Jessica Fletcher smaschera qualche truffaldino omicida.

Io adesso, qui davanti al mio computer, cerco di tirare un paio di somme. Secondo la storia della sceneggiatura, Cabot Cove, il paese dove il serial è ambientato, conta 3.680 anime. Poco più di Borgo Vercelli, qui vicino a dove abito io.

Delle 3.680 anime, almeno 264 se ne sono volate in cielo, barbaramente uccise (una per episodio) da altrettanti killer che sono poi finiti in galera. Aggiungendo un 10% ogni anno (12 nel nostro caso, un anno per ogni serie) per quelli che abbandonano questo pianeta per cause naturali, come vecchiaia e malattie, e considerando che in un paese così piccolo la gente avrà cominciato a pensare che sia Jessica a portare un po’ sfiga, penso che Cabot Cove sia ora quasi disabitato. I giovani infatti scappano prima di essere colti dalla Maledizione in Giallo (titolo originale Shit, She Wrote) che ormai imperversa sul paese. Quindi niente giovani, niente bambini. I pochi che si ostinano, non riescono a vivere una vita tranquilla, soprattutto i maschietti, che sono costretti a vivere con un solo arto (una mano è costantemente aggrappata agli zebedei per scogiurare sciagure…).

E Jessica invece? Beh, anche lei non è felicissima ultimamente. La serie venne interrotta nel 1996 perché non c’è più nessuno da uccidere. Lei stessa per scrivere un nuovo libro, uccise personalmente uno dei superstiti di Cabot Cove per poi vedere come andava a finire: ma il gesto non ebbe il successo sperato, perché non essendoci più nessuno a reclamare il cadavere, il finale fu decisamente noioso…

Comincio a pensare alla Signora in Giallo come alla versione femminile (e anziana) di Chuck Norris: lei è, e nessuno può far nulla per evitarlo. Non provate a sfidarla, mi raccomando (o se proprio dovete, lo potete fare con una mano sola). Quindi come Chuck norris, anche Jessica Fletcher ha bisogno del giusto riconoscimento…e quindi inizio una nuova era: quella dei “Jessica Fletcher Facts”:

Anche Chuck Norris si tocca quando passa Jessica Fletcher

Chihuahua

Ohhh, chihuahua! Ve la ricordate la canzone di un po’ di tempo fa? Il tormentone dell’estate? Ecco…proprio quella! Cosa c’entra? Niente, ma mi viene in mente ogni volta che vedo uno di quei topocane al guinzaglio per le vie della città. Ogni volta mi viene in mente la canzone e anche il film “True lies”…l’immagine di Schwarzenegger che esce sotto la pioggia con il suo microcane (che a fianco a lui diventa ancor più micro).

Ogni volta che vedo un topocane quindi, tutti questi pensieri e immagini mi tornano nella mente…ma quello che più mi ossessiona, non è un pensiero, ma una voglia. Una voglia matta, che a volte stento a trattenere. Mi viene una voglia fortissima di prendere la rincorsa e calciare il topocane lontanissimo, urlando “metaaaaaaa!!!”

Oh, io però gli animali li adoro, eh. Non pensate male…è solo che ho ‘sta voglia e non so come togliermela. 

Qualcosa su cui devo riflettere

Allora, domenica 17 era il mio compleanno. Come ho già raccontato ho passato il week end tra Treviso e Venezia, insieme a mia moglie ed ai miei amici. Con immensa gioia ho ricevuto da loro un inaspettato regalo.

Oggi sono venute a trovarmi Carolina ed Elena e mi hanno portato un altro regalo.

Tiriamo le somme:  ecco quello che ho ricevuto dai miei amici.

  • Numero 4 bottiglie di birra artigianale San Gabriel da mezzo litro 
  • Numero 2 bottiglie da un litro di birra artigianale DaPian
  • Una bottiglia di Vodka da un litro più 6 bicchierini

Che sia il caso di cominciare a preoccuparsi?  Boh, io intanto mi faccio uno spritz (qui, a casa mia…) e ci penso…

Incontri reali: diario di una settimana

Settimana densa quest’ultima passata nel nord est.

Martedì Michele, dopo le nostre infinite discussioni sul significato dell’essere blogger, mi ha invitato ad un ritrovo di “Flickeriani”. Eh, sì…flickeriano adesso mi chiamano. Perchè nel bel mezzo di una birra ed un fritto di nonmiricordopiùcosa arriva un tipo (simpaticissimo) che mi chiede “Oh, ma anche tu sei un flickeriano?” E io che cavolo devo rispondere a uno che ti sorprende con una domanda del genere? Ovvio che sì!

Comunque sia, sotto fiumi di birra fritta (oh, era tutto fritto lì, anche la birra) abbiamo trascorso una serata davvero divertente con tutti ‘sti esseri del pianeta flickr che, piombati per l’occasione sulla terra, si sono dati appuntamento per ascoltare ottima musica.

Giovedì sono uscito di nuovo dato che anche l’ultimo baluardo della mia vecchia azienda ha dato forfait qualche giorno fa “salutando tutti con l’altra mano”. La festa in suo onore è stata davvero super: galletto piccante al Galloway e ancora fiumi di birra. Mamma mia che ridere. Poi una puntatina in centro a Treviso per concludere la serata: è stato inevitabile con Luca ed Ale non tirare fuori le scene epiche di vecchi film gloriosi (Bud e Terence su tutti).

Venerdì invece è arrivata Michela a trovarmi, portandosi dietro una tromba d’aria. Io le avevo detto di lasciarla a casa, ma lei niente. Temevo già che il week end si fermasse all’albergo dove avremmo pernottato, a guardare fuori dalla finestra le secchiellate d’acqua venir giù dal cielo. Invece, sorpresa delle sorprese, tutto è andato benone.

Dove ero rimasto? Ah sì, giusto…venerdì è arrivata Michela con due ore di ritardo grazie alle FS che non ti abbandonano mai. Dopo un breve giro in H (dove lavoro adesso) siamo andati a cena con Michele e Fabio, che mi hanno portato a mangiare una pizza squisita preceduta da una “cosa” chiamata agliata, che detto così sembra brutta e puzzona, ma invece era buonissimissima.

Sabato ho fatto un salto a Venezia alla Biennale, ma saltavo solo io, allora ho smesso e mi sono messo a camminare normale. C’erano un sacco di cose interessanti, altre che invece facevano vomitare. Ma a Venezia puoi anche andare a vedere una cacca imbalsamata che tanto è bellissima lo stesso.

In serata io e Michela abbiamo mangiato con Eleonora, Ale e Michele in un locale bavarese: salsicciotti ovunque.

Poi abbiamo visto le tette della sorella del Manf, che però non c’era. Cioè le tette e la sorella nella foto c’erano, ma del Manf e di sua sorella (in carne ed ossa) no.

La serata si è poi schiantata (lo so che schiantata non è un bel verbo da usare con serata…o no?) in centro dove ho pure ricevuto in regalo un sacco di bottiglie di birra (e te pareva? Michele, perché a te regalano le cose a righe e a me le bottiglie di birra?).

Domenica finalmente ho dormito, d’altra parte anche Dio si è riposato di domenica.

Tutto questo sbrodolame di cose raccontante un po’ così, è solo perché ho riflettuto a lungo sugli amici presenti, quelli passati e sulle relazioni virtuali: tutti questi link a persone che non conosci, i commenti di sconosciuti, tutte le foto di flickeriani che non hai mai visto…non hanno significato se non li vivi nel reale.

E in tutto questo la birra ovviamente è fondamentale…

Ad Internet Explorer piace improvvisare Me medesimo

Il "magnaccia" dei blogger

Poi non dite che non ve l’avevo detto…Ok io sono stato cattivo e pungente, tanto che Matteo si è pure arrabbiato (adesso si merita almeno una birra da parte mia). Ma quando è troppo è troppo: ‘sto tipo qui (http://itfonblog.wordpress.com/2007/06/06/link-di-scambio/) regala scarpe a chi lo linka. Ora, io mi chiedo, anzi no, io vi dico, anzi no, non lo so…perché sono confuso. E adesso ho perso il filo. E forse ho perso pure l’intero rocchetto.

Essere linkato ormai fa godere un blogger tanto quanto una ragazza godrebbe ad essere selezionata come prossima la velina a Striscia. Urca, che depresscion.

Arriveremo alla prostituzione, ne sono certo, lo vedo già il post: “Vendo il mio corpo a chi mi linka”. E io mi inventerò il lavoro del “magnaccia” virtuale, colui che manda i blogger a prostituirsi sulla rete.

Ovviamente le donne avrebbero vita facile in un mondo simile (non con me come “protettore” ovviamente). E allora sarà tutto da rifare, perché i blogger maschi sono mica scemi da farsi fregare in un modo così subdolo dalle gentil donzelle. Eh no…ma io l’avevo detto che stiamo uscendo di testa…

Io ho scelto la porta rossa…e voi?

Io ho scelto la porta rossa…e voi?

Ieri...

Ieri volevo scrivere questo post. Ma ieri è stata una giornata piena, quindi lo scrivo oggi. Però oggi non è ieri, e quindi è più difficile: perché se fosse ancora ieri, potrei dirvi che ieri sono andato a cena con alcuni miei colleghi. E potrei anche dirvi che ieri a cena, abbiamo scoperto che Michele da piccolo confondeva le f con le v. E allora ieri a cena abbiamo cominciato a pensare “quanto defe essere svigato uno che convonde le f con le v, o le v con le f”. Sì perché poi uno non si ricorda più se confonde le v con le f o le f con le v, e allora manda in confusione la propria confusione, ed è costretto a ripetere tutte le frasi almeno due volte per non confondersi (o convondersi). Che casino.

Solo che oggi non è più ieri e io ho fatto un po’ di confusione…

Michele DeeJay (via Madchicken)

Michele DeeJay (via Madchicken)