CapoNord

Un fritto misto piemontese di freddure ben cotte
Chiacchierata con Michi…

Chiacchierata con Michi…

Credo che...

…la maggior parte del software non commerciale in circolazione non venga distribuito liberamente con i sorgenti perché gli sviluppatori si vergognano di far vedere agli altri le cagate che hanno scritto. E non per questioni di licenza.

Me lo devo tatuare su un braccio

Mai, e dico MAI, parlare di religione e politica in una serata a cena con amici. Si rischia di mandare tutto a puttane…

Vendo cara la mia pella...

Ecco, io proprio i discaunt (che credo si pronunci discount…) non li reggo. Sono un po’ viziato lo ammetto e quando entro in un Lidl (che già il nome mi indispone, troppe consonanti in troppo poco spazio cazzarola!) mi sento a disagio: è desolante, sembra di essere in un ospedale. Mancono solo le brandine con le lenzuola su cui è stampigliato il marchio della catena.
Quindi quando Michela mi ci trascina, alla fine spendo uguale a quando vado al Carrefour, perché scelgo tutte le marche più note. Sono schiavo dello spot pubblicitario.
Michela invece no, e si fa prendere da tutte le marche più assurde: afferra i barattoli, legge gli ingredienti o la composizione e butta nel carrello. Io tolgo e rimetto tutto sullo scaffale.
Questa però mi è sfuggita, ed è arrivata fino a casa…e un po’ ne sono felice.

Quelli che i Nokia...

Allora, il primo che mi dice ancora una volta che i Nokia sono i telefonini migliori, lo prendo a schiaffi. Sul serio.

Ora, partiamo da un postulato assoluto: la totalità dei telefonini sul mercato fa cagare. Non è vero? Invece sì, e lo sapete anche voi….perché vi capita almeno una volta al giorno di inveire su quel coso che stringete nelle mani che dovrebbe (dico dovrebbe) rendere semplici almeno queste poche operazioni:

  1. Cercare i numeri nella rubrica
  2. Fare telefonate
  3. Ricevere telefonate
  4. Salvare e trasferire i numeri nella rubrica
  5. Ricevere e leggere messaggi
  6. Scrivere ed inviare messaggi

Il resto? Fotocamera, player musicale, radio, agenda…tutta roba che se c’è va bene, ma se non c’è fa lo stesso. Perchè se il telefono è scomodo per eseguire le 6 operazioni fondamentali citate qui sopra, allora tutto il resto è fuffa.

Ho avuto telefonini di ogni marca. Tutti, e sottolineo tutti, avevano problemi di interfaccia e usabilità. Voci di menu introvabili, pulsanti nel posto sbagliato, funzionalità ovvie completamente assenti.

Dopo un periodo di ricerca, mi sono assestato sui Sony Ericsson, che mi avevano regalato alcuni momenti di gioia (pur sempre con molti limiti). Ogni giorno sentivo però persone che mi chiedevano come facessi a non avere un Nokia: “Sono i telefoni migliori, con l’usabilità migliore!”, tuonavano contro di me. Mah, sarà, dicevo io…ma proprio non riuscivo a farmi piacere l’estetica dei Nokia e quindi mi limitavo ad osservarli nelle mani degli altri. Fino a quando, per motivi di lavoro, ho dovuto accettare un Nokia. Non un modello strafico con Symbian 80 o 90…una cavolata per fare e ricevere telefonate. Insomma: eseguire le 6 operazioni fondamentali. Mi aspetto da un telefono così poche cose, ma immediate.

Ecco: già per trasferire i miei contatti da un telefono all’altro è stato panico, visto che il simpatico Nokia dopo aver inghiottito il file vcf con tutti i miei numeri si riservava di inserire solo il primo della lista…ok, dico io. Facciamo finta di niente, in fin dei conti la compatibilità tra un telefono ed un altro non è contemplata. Quindi mi scrivo il mio programmino in Python che mi spezza il file vcf in tanti vcard singoli per poterli spedire al telefono uno per volta. Due palle insomma.

Poi, dopo la sudata, ordino i miei contatti per cognome dalle opzioni della rubrica e sono felice, perchè ho tutto quello che mi serve per iniziare a fare le 6 operazioni. Spengo il cellulare e vado a dormire.

Il giorno dopo mi sveglio accendo il telefono e i contatti sono spariti. Tutti. Porto pazienza, e, arrivato in ufficio, ripeto l’upload via bluetooth dei miei 200 contatti. Ordino per cognome e sono di nuovo contento. Per curiosità spengo il cellulare e riaccendo: i contatti sono di nuovo spariti. Esclamo: “$%#&%&£##!” Ma poi penso che non può essere tanto stupido e quindi mi mettoa smanettare con le impostazioni della rubrica, fino a quando scopro che, nonostante sia impostato l’ordinamento per cognome, se riordino per nome e poi di nuovo per cognome i contatti riappaiono, come per “magilla”. Baco. Baco per me gigantesco, visto che disturba praticamente tutte le sei operazioni fondamentali.

Ma andiamo avanti: comincio a vedere che i tasti che normalmente servono per dire ok o annulla nelle varie operazioni ogni tanto si divertono a scambiarsi di posto, così per prendermi un po’ per il culo. E le prime volte ci casco, e annullo operazioni che foglio eseguire o eseguo operazioni che voglio annullare. Esclamo (più di una volta): “$%#&%&£&%&£##&%&£!”

Poi ricevo un messaggio dal mio amico Tizio. Voglio chiamarlo, ma tra le 150 opzioni del menu non c’è “Chiama Tizio”. Cerco cerco…e scopro che per richiamare Tizio devo: andare su Opzioni, Scorrere fino a Usa Dettaglio, selezionare il suo numero di telefono e poi pigiare il tasto di chiamata (non il tasto centrale di selezione, perchè su quello mi viene proposto salva…anche se il numero è già in rubrica). Lo stomaco comincia a secernere tonnellate di succhi gastrici.

Ricevo un altro messaggio: è di Caio che mi parla di una cosa che avevamo già discusso. Mi chiedo, a che ora ha spedito il messaggio Caio? L’ora non c’è. Devo andare in Opzioni, scorrere fino a Dettagli messaggio (ottava voce di menu) per leggere data e ora di ricezione (quella di spedizione non c’è proprio). Succhi gastrici.

Rispondo con un messaggio a Caio e scopro che il sistema di T9 del mio vecchio Sony Ericsson era anni luce avanti a questo di Nokia (che l’ha proposto per prima): le parole da scegliere sul SE compaiono in un menu contestuale e vengono riordinate a seconda del loro maggior utilizzo. Qui niente menu e niente ordinamento. Vabbè. Scrivo e spedisco e…non succede nulla. Nel senso che il messaggio parte ma il telefono non mi dice “Inviato” o “Operazione eseguita”. Sta lì, con il messaggio appena scritto e cambia la scritta “Invia” con “Esci”. Intuitivo. Io sono i succhi gastrici di Paolo.

Ricevo una chiamata da un numero che non conosco. E’ il mio amico Sempronio! Ci parlo e poi salvo il suo numero. Salvo, ma il telefono non mi chiede dove salvarlo nella vcard. Ricontrollo e scopro che il telefono salva senza chiedere in “Numero generico”. Io sono i succhi gastrici in ebollizione di Paolo.

Personalizzo i tasti rapidi per cercare di placare il mio stomaco. Ma non si può placare. Scopro che non posso vedere il log delle telefonate da un tasto rapido. Non c’è verso. Posso vedere le chiamate fatte, quelle ricevute e quelle persa, ma tutte separatamente. AAARGHHHH! Quindi devo configurare 3 tasti per fare una semplicissima operazione.Io sono i succhi gastrici in ebollizione e in fermentazione di Paolo.

Andrei ancora avanti, ma mi sembrerebbe di infierire.

In compenso la fotocamera funziona benissimo, con tanto di effetti grafici mirabolanti.

Giurin giurella

Giurin giurella che io non guardo programmi televisivi del genere spazzaturanonriciclabile. Io di solito guardo Minoli su RAI3 e non Lucignolo. Giurin giurella.

Ma ieri sera, mentre facevo lo zapping nel completo nulla della televisione pubblica italiana, ho incrociato Lucignolo. Ecco in realtà mi sono fermato su Italia1 perché c’erano due chiappe ornate solo da un piccolo tanga che si muovevano freneticamente a ritmo di musica dens (che tradotto in italiano è dance).

Quando ho visto il gluteo, ecco proprio in quel momento, il cervello ha fermato il mio pollice zappatore con un fulmineo e quantomai istantaneo segnale elettrico. STOP!

E allora ho guardato un po’ di tette e culi ballerini, dopodiché è arrivato il momento delle interviste. Queste che ballavano erano cubiste “professioniste” (ecco, professioniste in cosa esattamente?). E alla domanda “Tu, perché credi che la gente ti guardi mentre balli sul cubo? Cosa li attira di te?”, questa tipa, tette finte, coperta solo da un reggiseno modello nascondosoloilcapezzolo e da un già citato tanga, risponde una cosa del tipo: “Beh, credo che capiscano che mi piace quello che faccio e che lo faccio con impegno”.

Sì cara, anche io, il mio cervello e il mio pollice da campionato del mondo di zapping quando abbiamo visto le tue chiappe e le tue tette ballerine e nude abbiamo esclamato: “Guarda questa come fa bene il suo mestiere!”. Giurin giurella che è così.

FIAT: la Mela del mercato automobilistico

In che senso scusa? Non ho capito. Beh, te lo spiego io, quello che penso.

Ultimamente mi sono messo ad osservare il mercato della pubblicità, quello dei markettari e dei fronzoli attorno ai nuovi prodotti poer intenderci. E mi sono accorto di una cosa: una volta si diceva la pubblicità è l’anima del commercio. Ma non è più così, perché la pubblicità oggi è il commercio. 

E direte voi, bella scoperta! Cosa centra però questo con FIAT e le mele? Beh, la Mela a cui mi riferisco nel titolo è naturalmente LA mela, quella d’oltre oceano, Apple. 

Perché questo parallelo Torino-Cupertino: molto semplice, e non è per la rima.

FIAT ultimamente fa con le automobili quello che Apple da un po’ di tempo fa con computer e apparecchi elettronici: crea hype intorno ad un nuovo prodotto e lo vende prima che sia nato. Così ha fatto Apple con l’iPhone, così ha fatto FIAT con la nuova 500.

Sia ben chiaro: per quanto mi riguarda sono due prodotti eccezionali nel loro genere, e quindi l’Hype intorno a loro è anche giustificato. Ma costano un botto. Questo però non fa più differenza nel mercato di oggi. Quindi di iPhone ne stanno vendendo a secchiellate, e di FIAT 500 ne avevano già prevendute una quantità pazzesca prima del “debutto in società”  del remake della piccola auto torinese. L’obiettivo ormai è creare qualcosa di unico, di bello, che tutti cercano di imitare. Così la gente desidera, compra. Con l’iPod avevano fatto la stessa cosa. E hanno vinto loro.

Io la nuova 500, ad esempio, me la comprerei al volo. 

Doveva arrivare Google...

…per fare un indicizzatore su Linux che non mi “piallasse” la macchina per giorni e giorni.

Tutto questo per dire che è uscito Google Desktop per Linux. E funziona bene.